Contro il debito ingiusto - Furti di futuro

Napoli - 13 aprile 2018

Il 14 aprile a Napoli c'è stata una manifestazione contro il debito ingiusto, che ormai grava sulle spalle del comune da più di 30 anni.

Anche Cesare Moreno è stato invitato a parlare davanti alle moltissime persone presenti in piazza, alle quali ha fatto presente quanto questo debito pesi soprattutto sul futuro dei giovani, perchè c'è chi il futuro lo colpisce con le bombe, chi lo fa col debito e chi invece continua a sognarlo.


Mi hanno chiesto di contribuire a questa manifestazione contro il debito ingiusto.
Da molto tempo la nostra psicologa Santa Parrello ha detto che il furto di futuro è un crimine pedagogico. Rubano il futuro quelli che fanno descrizioni solo orrifiche del futuro, ma soprattutto lo fanno quelli che hanno consumato e stanno consumando le risorse del pianeta, le risorse umane dell’uomo, e le risorse finanziarie. Il danaro è lavoro umano reificato e chi se ne impadronisce è un ladro di umanità.
Gli amministratori del 1981 che hanno contratto debiti con il sistema finanziario si sono venduti il lavoro e le energie dei giovani di oggi. In più hanno montato un meccanismo finanziario ad orologeria che ha salvato loro ma ha condannato i successori. I magistrati della corte dei conti saranno pure brave persone ma la loro azione somiglia da vicino a quei cecchini che fascisti a nazisti in ritirata lasciavano alle loro spalle per colpire i più audaci tra quelli che seguivano. Questi sono cecchini del passato, compaiono quando meno te l’aspetti a colpire da lontano.
I conti sono necessari, ma sempre di più anche giuristi ed economisti si stanno rendendo conto che le generazioni future hanno dei diritti e vanno incluse nel calcolo di ‘redditività’ di un investimento. Quelli che c’eravamo nell’81 e che abbiamo visto come sono stati sperperati e distolti quei soldi, stiamo vivendo il futuro di quel tempo. Dopo 38 anni stanno nascendo – in periferia si fa presso a scavalcare tre generazioni – i nipoti di quelli che nascevano nelle baracche e si trovano con un debito che pesa più del peccato originale.
Ci sono orientamenti giuridici che cominciano a guardare al futuro con uno sguardo diverso e forse noi dobbiamo imparare a fare i conti e a guardare il mondo con uno sguardo che abbraccia anche le nuove generazioni. Dobbiamo imparare che forse a Napoli abbiamo l’occasioni di ripensare quell’economia civile che guarda ai rapporti sociali non solo come regolati dal mercato e dalle merci, ma come parte della rete di relazioni che istituisce una comunità.
Per questo oggi sono qui, perché oggi c’è da imparare qualcosa.
Noi diciamo che bisogna abitare anche l’assurdo ch’è nel mondo. Questo di cui parliamo oggi è assurdo e noi dobbiamo consideraci responsabili anche per l’assurdo, abbiamo una ‘responsabilità di presenza’ che serve per dire ai giovani: non fuggo, non mi nascondo ma mi curo anche di questo. Questo è il modo educativo di ripagare i debiti. 

Cesare Moreno

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