Centro Educativo Polifunzionale Ciro Colonna

Nuovi aggiornamenti

Ad inizio 2019 aprimmo l' anno con una bella notizia: "Con la disposizione dirigenziale N°1 del 2 gennaio 2019 , la direzione centrale del servizio Patrimonio - Servizio Valorizzazione Sociale di Spazi di Proprietà Comunale e Beni Comuni il competente ufficio ha disposto che l'associazione Maestri di Strada ed i suoi associati è assegnataria dell'edificio scolastico in disuso di Via Curzio Malaparte a Ponticelli per le attività del "Centro Educativo Polifunzionale Ciro Colonna". (leggi qui l' articolo)

Oggi, a distanza di circa 5 mesi (in cui abbiamo comunque continuato a lavorare per mettere in sesto seppur grossolanamente la struttura), vi vogliamo aggiornare sugli avanzamenti: Cesare Moreno, presidente dell' Associazione, ha firmato il contratto di affitto della durata di 12 anni, per l' edificio che diventerà il nostro centro Polifunzionale, intitolato a Ciro Colonna, vittima innocente degli agguati di camorra.

Scrive il nostro presidente:

"Il 19 giugno 2019 ho firmato il contratto d’affitto per 12 anni per l’edificio scolastico di Via Curzio Malaparte 42 a Ponticelli.

Ci saranno 21 aule, una grande sala adibita a mensa, uno spazio teatrale, una palestra; le 21 aule sono disponibili per laboratori didattici e per tutte le attività della “comunità educante”. Il futuro è d’obbligo perché sono necessari pesanti lavori di “manutenzione”, o piuttosto rifacimento, di importanti parti dell’edifico restato senza significative manutenzioni praticamente da quando è stato costruito negli anni ottanta. Rimetterlo a nuovo sarà impresa lunga e difficile e chi scrive certamente non ne vedrà la fine, tuttavia cominciamo subito con l’assicurare le cose essenziali, del tipo un tetto che non faccia acqua da tutte le parti, del tipo rappezzare i pavimenti che per cattiva costruzione saltano uno dietro l’altro, del tipo rifare tutti gli infissi e isolare le pareti perché l’edificio è un dissipatore di energia - e finora anche dei denari dei contribuenti - che è più efficiente, nel dissipare, del radiatore di una automobile. Solo per questo primo urgente intervento sono necessarie diverse centinaia di migliaia di euro che in parte abbiamo già ottenuto attraverso precedenti richieste alle fondazioni che ci finanziano, in parte c’è una banca disposta ad anticipare i fondi e a ripagarsi con il risparmio energetico, in parte dobbiamo procurare da altre fondazioni, in parte speriamo di procurare mettendo in moto una autonoma raccolta fondi anche con chi ci sta leggendo ora.
Come capite l’impresa è colossale e difficile, ma sono in atto molte alleanze e partecipazioni e abbiamo già la collaborazione attiva di università, tecnici, imprese del settore, associazioni tecniche e singoli professionisti che condividendo le finalità educative del progetto si sono resi disponibili. Di tutto questo daremo conto man mano che avanza il processo organizzativo così come chiederemo ulteriori collaborazioni a quanti la potranno offrire.
Nel frattempo i nostri laboratori sono attivi ed in questo momento si sta procedendo con i campi scuola estivi utilizzando altri locali dati in ‘uso temporaneo e precario” dalle scuole del territorio; ed è attivo uno dei progetti di punta del polifunzionale, il progetto A’scetate in collaborazione con AXE’ Italia cofinanziato da Fondazione con il Sud e Fondazione San Zeno con duecentomila euro in due anni.
La firma quindi è solo il primo atto ufficiale di un percorso che è cominciato nell’estate 2014 quando per la prima volta abbiamo individuato ben 5 edifici abbandonati che potevano diventare sede delle nostre attività. Oggi alcuni di quegli edifici sono cumuli di macerie, altri stanno sulla buona strada per esserlo. Per l’edificio in questione le prime richieste sono state fatte insieme all’associazione Terra di Confine nell’ottobre 2016 e la prima delibera del consiglio di istituto è di dicembre 2016. Sono passati quindi 5 anni dalla prima richiesta e due anni e mezzo dalla prima delibera, e due anni dalla offerta pubblica fatta da Maestri di Strada al Comune di Napoli perché concedesse i locali in affitto. Perché tutto si è sbloccato quando, consigliati dagli esperti del settore, abbiamo fatto una pubblica offerta (26 settembre 2017) e quando il sindaco ed i suoi funzionari hanno deciso di rispondere a questa richiesta dando avvio ad un complesso iter burocratico che si è concluso il 19 giugno.
Con questo atto accade per la prima volta a Napoli e per quanto ne so anche in Italia che un edificio scolastico sia riutilizzato per scopi educativi avanzati in collaborazione con le imprese sociali. Molti altri edifici pubblici sono stati gestiti in questo modo, molte scuole sono concesse in comodato d’uso gratuito o in ‘uso provvisorio e precario” (questa è la terminologia ufficiale). In questo caso abbiamo voluto rispettare tutti i requisiti di legge e tutte le indicazioni della Corte dei conti perché non vogliamo stare in una situazione dipendente dai favori di qualcuno e come tale precaria quanto mai.
Ma soprattutto ci siamo posti in modo prioritario il problema della gestione dell’edificio.
Secondo i tecnici del settore i costi di manutenzione incidono fino al 60 per cento nella gestione di un edificio. Quindi anche avendolo in regalo ci sarebbe comunque un grosso problema per gestirlo. Per questi motivi stiamo partendo con un piano di manutenzione programmata e di manutenzione in ‘autocostruzione’ - ossia con la partecipazione dei cittadini - in modo che tutto l’edificio sia anche un grande ‘cantiere scuola’ per apprendere a tenere in vita un edifico pubblico e con esso tutte le attività educative e sociali che in esso si svolgono. A tutto questo parteciperanno anche i nostri giovani allievi perché fa parte del processo educativo affrontare la complessità dei problemi, di affrontare in primo luogo i problemi emozionali e relazionali ma insieme anche i problemi economici e tecnici connessi al vivere insieme. In questo speriamo che il processo di attivazione di questo edificio sia anche un grande cantiere educativo per noi, per i nostri ragazzi e per quanti intendono affrontare i problemi della convivenza civile in modo costruttivo e non solo in modo rivendicativo. "

Ma non è finita qui: 

tra il 18 ed il 23 luglio si è conclusa in rapida successione l’ingresso nel Polifunzionale Ciro Colonna di Ponticelli. Il 18, dopo un percorso travagliato di quasi tre anni c’è stata la consegna delle chiavi, il 19 sono cominciati i lavori di pulizia degli spazi esterni (a evitare incendi ed altro) la sera del 22 c’è stato l’incontro di un centinaio di cittadini del territorio con relativa grigliata, giochi, musica;

 il 23 per otto ore si sono incontrati una trentina tra ingegneri, architetti, ed altri esperti per una seduta di progettazione aperta riguardante il risanamento dell’edificio.

E’ facile dire “bene comune”, ma è difficile poggiare tale dichiarazione su pratiche reali. La mia definizione di bene comune è che esso è tale quando c’è una comunità che se ne prende cura. In questi giorni, dopo un periodo di cura ‘burocratica’ concernente la raccolta di informazioni, l’espletamento delle pratiche amministrative, dopo la firma del contratto, è cominciata la cura materiale. C’erano: il gruppo genitori della scuola Aldo Moro, gli “incisivi” gruppo per la cura del verde del rione INCIS, il gruppo di boy scout del clan Ponticelli, il gruppo coltivatori dell’orto urbano di Ponticelli, le Piccole sorelle di Gesù, la famiglia Colonna e vari vicini, e soprattutto Pasquale Leone e Terra di Confine (Libera) che ha chiamato tutti a raccolta, procurati gli attrezzi, l’acqua e il resto.
Hanno collaborato fattivamente Eduardo ex custode della scuola, gli operai dell’ASIA e il loro dirigente (Azienda rifiuti urbani). Ho partecipato insieme ad altri maestri di strada a tutte le fasi del lavoro in particolare nel ruolo di picconatore (piante selvatiche indisturbate da anni avevano raggiunto lo stato di arbusto affondando in profondità radici nei muri perimetrali e nei pavimenti della palestra e di altri locali a piano terra) e nel carico scarico dell’erba e monnezza raccolti (alla fine sono andati via due camion di residui verdi e 4-5 sacchi di rifiuti generici).
 

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