Formazione Docenti - Riflessione in azione con i docenti | Timeline

Formazione Docenti - Riflessione in azione con i docenti

Progetto di accompagnamento formativo al lavoro didattico


In una realtà complessa e difficile come quella che oggi contraddistingue la scuola italiana con le mille richieste e problematiche da dover accogliere, L’Associazione Maestri di Strada si propone di sviluppare con docenti, dirigenti, educatori percorsi di formazione che favoriscano un processo di riflessione in cui interagiscono i percorsi di crescita degli allievi, lo sviluppo professionale e la crescita di una comunità di apprendimento in grado di contenere le tumultuose emozioni connesse ai processi di crescita e sviluppo.
Questa metodologia è strettamente connessa all’analisi della dispersione scolastica attuale, che è una forma di ritiro sociale – chiusura, opposizione, noia, inappetenza al conoscere - che deriva non solo da disagi socio-economici, ma anche da una più generale crisi del rapporto tra generazioni e delusione circa le prospettive future.
Lo scopo principale di una siffatta formazione è accompagnare i partecipanti in un processo di riflessione professionale che riguarda le condizioni necessarie a ricostituire il desiderio di apprendere nei giovani allievi ed insieme promuovere la capacità dei docenti di stabilire l’agibilità dei contesti per poter insegnare.
Le esperienze portate avanti per quindici anni ci confermano ogni giorno di più che le professioni educative sono professioni riflessive; il docente e l’educatore sono autori di se stessi, accrescono le proprie competenze attraverso la riflessione e la condivisione dell’esperienza lavorativa con un gruppo di lavoro; non dipendono da manuali già codificati, la loro deontologia viene esplicitata e tenuta in vita attraverso le pratiche riflessive che incentivano la costruzione di una comunità educante che possa condividere emozioni, frustrazioni, speranze, sogni: una comunità che apprende e cresce. Questa comunità istituisce un nuovo soggetto professionale, che non è la somma di diverse professionalità, ma una professione gruppale in cui c’è una forte interdipendenza e reciprocità.
Il percorso che proponiamo ha come obiettivo quello di accompagnare l’innovazione, lavorando sulle strutture concettuali ed emozionali perché la trasformazione della professione docente nei singoli individui e nella comunità cooperativa che la riforma auspica, sia il motore di cambiamenti possibili, con un processo di pensiero riflessivo che coinvolga l’intera comunità educante.


Obiettivi
Sviluppare l’autonomia della professione docente rafforzando l’esperienza del professionista riflessivo:
• Promozione dell’osservazione pedagogica e del suo utilizzo nella didattica
• Sollecitare le attività riflessive e di pensiero riguardanti le pratiche didattiche
• Valorizzazione di attività professionali di gruppo tra i docenti.
1. Promuovere il benessere di docenti ed allievi
• Provare a sviluppare insieme metodi di lavoro per affrontare le difficoltà di relazione in classe e diminuire il disagio dei docenti e degli allievi.
• Trovare le mediazioni necessarie a lavorare nelle condizioni esistenti quando non è possibile immaginare che queste cambino.
• Costruire insieme, poiché ci sono più occhi che guardano, un’immagine complessa degli allievi per capire meglio come interagire con loro
• Collaborazione con nuove figure professionali, per una visione dei problemi educativi da punti di vista diversificati.
2. Migliorare le metodologie didattiche
• Utilizzare le facoltà metaforiche della mente per costruire spazi simbolici - o spazi traslati - in cui, sia i giovani sia i docenti, possano stabilire nuove connessioni tra le proprie emozioni e quanto vanno apprendendo dalle discipline. Attraverso queste esperienze si rallenta l’urgenza del fare e si favorisce lo sviluppo del pensiero riflessivo.
• Rafforzamento della metodologia laboratoriale come modalità di lavoro finalizzata a favorire la riattivazione del desiderio di apprendere e l’inclusione dei giovani alunni demotivati
• Utilizzare le nuove tecnologie per sostenere la flessibilità dei percorsi, la loro personalizzazione, la trasparenza della valutazione, la leggibilità delle qualifiche


Contenuti
Durante il percorso di formazione, a seconda delle disponibilità della scuola, sarà possibile sviluppare ed approfondire uno o più moduli formativi di seguito brevemente enunciati
Gli argomenti che seguono hanno dei titoli più o meno consueti, ma il breve abstract dice di quanto intendiamo avvicinarci al significato profondo di questi argomenti.
Ognuno di questi argomenti può svilupparsi idealmente in tre - o meglio quattro incontri - se sviluppato singolarmente. Se invece più argomenti sono combinati in unico corso è possibile che ogni argomento sia sviluppato in due o un incontro poiché la continuità del percorso consente di utilizzare l’energia di legame che si stabilisce in un percorso lungo e utilizzare trasversalmente le conoscenze sviluppate in singoli ambiti.
1. Il benessere del docente: la condizione del docente come elemento attivo nella relazione educativa
Il docente entra in classe con tutto il suo essere. Se la relazione educativa è una relazione complessa fatta di conoscenze, relazioni, emozioni, il suo star bene o star male modifica profondamente la relazione: il docente usa se stesso come strumento professionale e la buona manutenzione dei ferri del mestiere è decisiva per la buona riuscita dell’opera. Bisogna occuparsi del benessere dei docenti se non altro per questo. Purtroppo non c’è molta attenzione alla sua buona salute e i fattori di stress e di malessere si moltiplicano al punto che si potrebbe definire la professione docente come lavoro usurante. Spesso neppure i docenti stessi sono sufficientemente consapevoli di quanto sia importante il proprio benessere psichico. Lo scopo di questo modulo formativo è quello di osservare la vita scolastica sotto questa ottica e capire cosa e perché stanca e delude – gerarchia, colleghi, allievi, genitori …. - e aiutare a trovare in se stessi gli strumenti per migliorare il proprio stato quando i fattori esterni non sono modificabili.
2. La funzione docente come funzione comunitaria
Diverse forme di cooperazione tra docenti, con diverse figure professionali, con operatori del territorio.
3. Gestione della classe
Che cosa è una classe? Un insieme di individui impegnati a studiare? Un insieme di individui preoccupati soprattutto di incontrare dei coetanei per fare tutto quanto è possibile tranne che studiare? E’ un gruppo organizzato che fa il possibile per far male ai docenti? Come bisogna conosce i propri alunni? Raccogliere informazioni significa conoscerli? Il docente, qualsiasi sia la sua disciplina, deve interessarsi alle interazioni tra gli allievi oppure no? Ci sono attività rivolte alla persona – non solo la parte studente di questa – che i docenti possono proporre?
Lo scopo di questo modulo è aprire una riflessione sulle relazioni in classe e sul modo di governarle in modo produttivo.
Gestione della classe: conoscenza alunni e delle caratteristiche socio cognitive; interazioni nel gruppo classe come si gestisce una classe per come si presenta; gli strumenti socio educativi da mettere in campo: circle time, focus group, assemblee. La classe in relazione alla scuola, quale ruolo hanno ordine, pulizia e disciplina nella scuola?
4. Metodologie educative territoriali
Utilizzare il territorio, le presenze umane e sociali in esso come risorsa educativa, per progettare percorsi educativi personalizzati adatti ai ciascun giovane singolarmente considerato
5. Didattica attiva e laboratori per l’apprendimento e le professioni
Un laboratorio è un luogo in cui si trasformano le idee attraverso le esperienze “ sensate esperienze e necessari dimostrazioni” diceva Galileo.MA un laboratorio è anche un luogo sociale dove si stabiliscono speciali relazioni e si provano specifiche emozioni. Un laboratorio è profondamente diverso da una lezione perché coinvolge un gruppo in una trasformazione complessa. Lo scopo di questo modulo è discutere punto per punto quali sono le condizioni perché un laboratorio sia anche un luogo di pensiero e di relazioni cooperative.
6. L’apprendimento tra Formale informale
Si apprende in ogni circostanza, si apprende in ogni età della vita; si apprende perché si è giovani, perché si è uomini, perché si è vivi. La vita in fondo è un sistema di apprendimento.
Questa verità elementare ed ovvia è restata schiacciata sotto il peso dei saperi accumulati e imbrigliata in un sistema di vita centrato sulle cose. Molti giovani non apprendono, non hanno voglia di apprendere perché sembra loro che apprendere sia rinuncia ad essere se stessi.
Una scuola ed una società vivi devono apprendere ogni giorno dal contesto e dall'esperienza.
In questo modulo si propone di individuare i modi per rilevare i saperi informali e soprattutto per metterli in valore attraverso strumenti personalizzati. Si riflette anche su quelle modalità di lavoro che utilizzano le caratteristiche degli apprendimenti informali per lo sviluppo degli apprendimenti formali.
7. Il lavoro nei processi di socializzazione, partecipazione e per lo sviluppo della mente
Laboratorio anche una esperienza lavorativa quando all’impegno produttivo si accompagna una processo di riflessione e di documentazione. L’alternanza scuola lavoro è la forma codificata di apprendimento dal lavoro, ma esistono molte altre possibili esperienze per utilizzare il lavoro quale modalità di apprendimento delle disciline e delle relazioni
8. Far crescere: ruolo dei rituali nei processi educativi
Apprendere cose nuove significa anche apprendere qualcosa circa il potere della propria mente e del proprio corpo. C’è bisogno di verifiche e conferme perché un apprendimento sia tale e perché la persona che è protagonista del processo sia consapevole di essere cresciuta. Prove, valutazioni. esami fanno parte di un repertorio di dispositivi che segnano i passaggi e aiutano i giovani ad avere consapevolezza di se . Il valore umano di queste cose si è perso sommerso dalle incombenze burocratiche e dai bisogni di ascesa sociale. Lo scopo di questo modulo è riflettere sul significato di dispositivi di verifica, valutazione etc.. recuperarne il valore simbolico e stabilire quali sono i modi per attivare la loro significazione.
9. L’espressività: il posto dell’espressività nei processi di partecipazione ed inclusione sociale
Mentre la persona affronta i compiti patici del quotidiano, mentre cura la propria crescita nella comprensione del monco e nelle conoscenze professionali, resta qualcosa di inespresso e non esprimibile in termini razionali che generalmente si esprime attraverso l’arte e la poesia. Ciò che resta inespresso nella vita può esprimersi nell’arte. Possiamo considerare l’arte una materia scolastica oppure un percorso professionale, oppure un consumo culturale, ma poter esprimere l’umano attraverso l’arte è un bisogno primario, così come è un bisogno primario il bello.
In questo modulo si vuole esplorare il posto che le arti e la poesia possono avere in un percorso di crescita personale ed i modi di riconoscere ai giovani il proprio potenziale espressivo.
10. Favorire l’integrazione e l’ibridazione di diverse esperienze: esempi di laboratorio
L’insegnamento è collettivo, l’apprendimento è individuale. Basta riflettere su questa proposizione per capire che un insegnamento individuale è quasi una contradizione in termini. Cosa può fare la scuola ed il docente per favorire l’apprendimento individuale? Innanzi tutto deve riconoscere e incoraggiare tutte le forme di sperimentazione, sincretismo, contaminazione che gli allievi possono realizzare a partire da una conoscenza anche parziale delle diverse discipline. I docenti stessi possono proporre e sperimentare interazioni diverse fondate sulla solidarietà professionale e la creatività piuttosto che sulle combinazioni interdisciplinari: sono le buone relazioni tra le persone a produrre nuove configurazioni del sapere e quasi mai il viceversa.
In questo modulo esemplifichiamo alcuni percorsi di questo tipo ed incoraggiano ciascun docente a tirare fuori, anche in modo frammentario ed incompleto, analoghe esperienze così da costituire un repertorio significativo di laboratori creativi.
Gli esempi già disponibili sono:
Matematici per la città in cui si unisce una presentazione rigorosa della disciplina con esperienze fisiche e sensoriali nella città
Musica, storia e narrazioni: laboratorio espressivo per combinare la conoscenza dei fatti storici con le espressioni artistiche e canore che hanno caratterizzato periodi storici particolarmente significativi; utilizzo di moderni mezzi espressivi – rap, web radio ed altro – per narrarsi e partecipare alla storia presente;
Gaia scienza con materiali poveri: rintracciare principi e conoscenze scientifiche attraverso esperimenti con materiali poveri,
Scritture in corso: laboratorio di scrittura situata:
Dalla comunicazione alla scrittura, dalla pagina al testo; utilizzo della pagina di giornale come testo complesso che aiuta a delimitare e collocare le capacità di narrazione e scrittura; produrre un giornale personale per combinare interessi e conoscenze diversi e non sintetizzabili in un testo lineare.
Messe in scena
Il teatro per mettersi in scena e disporre di uno spazio metaforico, traslato, in cui esprimere ciò che è difficile esprimere e riconoscere nella propria vita interiore.


Metodologia
La metodologia base che si propone è il seminario di lavoro in cui si tiene conto di tutti questi aspetti e attraverso il lavoro di gruppo diventa possibile riconoscere, affrontare ed elaborare il possibile conflitto tra i diversi punti di vista – interno a ciascun partecipante e implicato nelle relazioni con gli altri.
Il seminario di lavoro è caratterizzato dalla costituzione di un “gruppo di pensiero multivisione” che sia in grado di metabolizzare ed elaborare tutte le sollecitazioni di un campo d’azione complesso sia in senso strutturale sia per le correnti emotive che lo percorrono.
Nel lavoro di gruppo proposto, i docenti hanno l’opportunità di riportare quelle situazioni che sfidano le conoscenze acquisite e la capacità di tenuta del docente stesso, supportati dal conduttore di gruppo il quale ha il compito di orientare e arricchire la discussione.
La riflessione condivisa è finalizzata a riportare, in un contesto protettivo quale è il gruppo, la complessità del campo di azione del docente provando a far esperire a ciascuno la possibilità di essere contenuti e al contempo sollecitati ad aprire la propria mente accogliendo nuove ipotesi interpretative e nuovi punti di vista e nuovi modi di rispondere ai bisogni educativi degli allievi.
Maestri di Strada propone dispositivi piuttosto semplici che possono aprire i partecipanti alle complesse problematiche connesse ai processi di innovazione e cambiamento. In particolare è importante considerare che il cambiamento insieme agli entusiasmi suscita necessariamente anche molte inconsce resistenze.
Le resistenze riguardano anche lo stesso processo di sviluppo professionale che è il primo ad essere esposto alle resistenze. Per questo motivo il percorso formativo che proponiamo prevede un succedersi di momenti diversi finalizzati a creare le condizioni psichiche necessarie ad accogliere nuovi assetti mentali.
1. Rituali di rilassamento per favorire le transizioni ed i passaggi:
Gli esercizi di rilassamento svolti all’inizio di ogni sessione si presentano come un piccolo rito di passaggio finalizzato a ricordare a ciascun partecipante che nel contesto di formazione apprendimento proposto vogliamo costruire un clima di parità in cui ciascuno può e deve sentirsi protagonista e co-costruttore dei processi di pensiero, non semplice ricettore passivo di ciò che è stato elaborato da altri.
2. Percorsi narrativi e rappresentativi in gruppo:
Nella nostra metodologia, la narrazione e il teatro hanno acquisito un ruolo centrale poiché inteso come spazio complesso in cui vengono agite metafore , spazi proiettivi e spazi di mediazione che consentono di esprimere “assimilare” e “accomodare” schemi e strutture di pensiero, di emozioni, di comportamento.
In tal senso il setting formativo in alcuni frangenti si trasformerà in “laboratorio teatrale” in cui attivare processi che vanno strutturati secondo i principî estetici di rappresentazione teatrale.
In questa cornice conduttori e i docenti in formazione diventano spett-attori assumeranno cioè vicendevolmente il ruolo di sceneggiatori, attori e spettatori , innescando una interazione attiva che diventa in quel frangente, il canale principale per la trasmissione degli apprendimenti.
3. Nuovi strumenti concettuali
Durante il lavoro formativo si presentano metodologie e tecniche necessarie per il lavoro educativo. Anche in questo caso adottiamo un approccio che mette in primo piano la dimensione narrativa partendo da una situazione o un racconto prodotto direttamente dai protagonisti. Nelle sedute successive alla prima, in linea generale, il materiale narrativo proviene dalle stesse esperienze dei partecipanti e/o dalle osservazioni condotte dagli operatori dei Maestri di Strada.
4. Gruppi di riflessione “Multivisione”
Nella convinzione che prendersi cura di chi si prende cura sia indispensabile per sostenere il lavoro educativo e prevenire il disagio proponiamo i gruppi di multivisione.
La metodologia scelta è quella dei gruppi Balint(1958), nati per sostenere gli operatori di ambito sanitario, ma usati poi anche in ambito educativo. Entro questi gruppi, condotti da uno psicologo esperto, si realizza una multivisione, ossia si costruisce un clima di fiducia entro il quale ciascuno sente di potersi esprimere liberamente sull’esperienza educativa in corso. Il lavoro di gruppo si svolge alla presenza di un osservatore non partecipante, che stende in seguito un resoconto narrativo.
Obiettivo principale è quello di offrire uno spazio, di solito assente a scuola, utilizzabile per:
- uscire dalla solitudine di ruolo per scoprire punti di vista e situazioni diverse e/o simili alla propria, passando da una prospettiva singolare ad una plurale;
- narrare esperienze significative, esprimendo le proprie difficoltà professionali, inevitabilmente connesse alla relazione educativa che tiene dentro docente, allievo, classe e istituzione scolastica;
- pensare, riflettendo sulla propria quotidiana esperienza di lavoro, creando un ponte tra teoria e prassi, costruendo nuove configurazioni di senso attraverso cui rileggere le abituali configurazioni relazionali ed istituzionali.
5. Restituzioni
Infine, il percorso formativo si conclude con una restituzione. Con questo termine, intendiamo la condivisione con i partecipanti finalizzata a dare a ciascuno il senso del processo di apprendimento vissuto dal gruppo.
La restituzione è un processo doppiamente complesso: da un lato, compone assieme gli aspetti emotivi e cognitivi che sono tali del resto anche nel lavoro di apprendimento/insegnamento; dall’altro essa è un prodotto riflessivo sociale in cui i diversi contributi dei singoli confluiscono in un pensiero gruppale in cui i molteplici punti di vista, anche e spesso contraddittori, coesistono in quanto è il campo emozionale del gruppo che riesce a contenerli.
Va sottolineato, inoltre, che la restituzione non è una mera ‘sintesi’ del lavoro di gruppo, ossia un discorso logico-sequenziale che rappresenta una visione generale in luogo di tante visioni parziali, ma è una multi-visione di diversificate prospettive . E ciò è utile a mantenere aperto il processo di conoscenza e soprattutto, a far sentire tutti i membri del gruppo che è possibile la coesione entro la molteplicità al di là di operazioni concettuali. Altresì, si tratta di un’esperienza preziosa per chi lavora in campo educativo, in quanto riproduce al suo interno quelle condizioni di instabilità ed incertezza che sono proprie delle fasi giovanili dell’esistenza umana e consente di stabilire un continuo scambio empatico tra il gruppo degli adulti-educatori ed il gruppo delle giovani persone in formazione
Va da sé che questo processo riflessivo e contenitivo non può svolgersi una volta per tutte, ma è un processo che accompagna in permanenza qualsiasi professionista voglia affrontare una realtà resa complessa dall’intreccio di fattori emozionali, relazionali e cognitivi. L’obiettivo dei Maestri di strada è che tale modus operandi, possa essere sperimentato insieme per poi divenire una modalità di lavoro consolidata nella scuola.


Scansione temporale degli argomenti
Gli argomenti verranno trattati nello spazio “nuovi strumenti concettuali’ ed ha la funzione di offrire un punto di riferimento per la narrazione dei docenti che si svolge nei gruppi. L’ordine degli argomenti potrà subire variazioni anche notevoli come conseguenza dell’andamento dei gruppi di discussione e quindi degli argomenti che sono di maggiore interesse per i docenti partecipanti.
Ipotesi 8 incontri (vedi tabella costi)
Con cadenza mensile o trisettimanale, con conclusione a fine anno scolastico o ad inizio del successivo
1. Sviluppare la comunità educante per promuovere Il benessere del docente
2. Gestione della classe; Far crescere: ruolo dei rituali nei processi educativi;
3. L’espressività: il posto dell’espressività nei processi di partecipazione ed inclusione sociale
4. Metodologie educative territoriali
5. L’apprendimento tra Formale informale
6. Didattica attiva e laboratori per l’apprendimento e le professioni
7. Il lavoro nei processi di socializzazione, partecipazione e per lo sviluppo della mente
8. Favorire l’integrazione e l’ibridazione di diverse esperienze: esempi di laboratorio
Ipotesi 5 incontri (vedi tabella costi)
Con cadenza mensile e conclusione a fine anno scolastico
1. Sviluppare la comunità educante per promuovere Il benessere del docente
2. Gestione della classe; Far crescere: ruolo dei rituali nei processi educativi; L’espressività: il posto dell’espressività nei processi di partecipazione ed inclusione sociale
3. Metodologie educative territoriali di inclusione sociale
4. L’apprendimento tra Formale informale; Il lavoro nei processi di socializzazione, partecipazione e per lo sviluppo della mente
5. Didattica attiva e laboratori per l’apprendimento e le professioni; Favorire l’integrazione e l’ibridazione di diverse esperienze: esempi di laboratorio

 

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