Laboratorio di Matematica

Obiettivo del progetto è permettere al giovane di apprendere la Matematica in modo creativo e libero da schemi rigidi

Attraverso giochi, indovinelli e rompicapi, in questo laboratorio si ricreano situazioni di apprendimento personalizzato, pensate per recuperare e approfondire argomenti scolastici e concetti fondamentali della Matematica.

Presentazione fotografica dei laboratori scientifici


Collaborazione con il Progetto UrbanMath 

Blog UrbanMath 


          XXXI Convegno UMI-CIIM 
"FARE MATEMATICA NELLA SCUOLA DI TUTTI"
      dedicato a Emma Castelnuovo

     Salerno, 17-18-19 Ottobre 2013

sito del convegno

  Intervento di  Stefania Notaro: "Capire se stessi capendo la matematica."    Scarica            

  Intervento di  Cesare Moreno: "Numeri e progetti."    Scarica            



 
 

Timeline

Osservazione Laboratorio di Matematica

Scuola e Classe: Istituto tecnico Alessandro Volta, classe 1°B
Educatore/ Esperto : Sabrina, Stefania
Docente Presente: Paola Caiazzo (prof.ssa di matematica)
Partecipanti: 14 su 23
Osservatore: Chiara Corradi
Data e ora: 27/11/2014 h 12:00-14:00


Oggi ci proponiamo di far conoscere a questi ragazzi la matematica sotto un altro punto di vista, con l’aiuto di Stefania. Al nostro arrivo è sempre grande baraonda. Si nota subito l’assenza di Giulio, che viene abbondantemente colmata da Michele, un ragazzo secco e riccioluto che non smette mai di distrarsi parlando sopra gli altri, facendo parlare i vicini, istigando a giochetti e dispetti i compagni. Nonostante la presenza del volto nuovo di Stefania, i ragazzi non palesano nessun interesse alla nostra venuta, se non sotto richiamo dell’insegnante. 
Stefania si presenta e con molta fatica cerchiamo di ottenere silenzio per poter iniziare. Barcamenandosi tra gli schiamazzi, Stefania propone ai ragazzi di dire cosa la matematica rappresenti per loro; elenchiamo sulla lavagna tutto quello che loro dicono, anche le sensazioni (per lo più negative) che tale materia suscita. La distrazione è ancora molto forte, anche quando con l’aiuto dell’insegnate proviamo a risalire “all’origine” della matematica: come, quando e perché è nata. Molto scherno di fronte al fatto che la matematica nasce come strumento di AIUTO agli esseri umani, come strumento che risolve i problemi anziché crearli!

Stefania racconta ai ragazzi le motivazioni che l’hanno spinta a studiare matematica all’università, qualcuno si mostra più incuriosito di sentirne le ragioni di una scelta tanto scellerata, ma ancora il caos è dominante. La suddivisione in gruppi di lavoro per meglio svolgere i giochi matematici preparati da Stefania crea ulteriore occasione di baraonda generale. Stefania e Sabrina richiedono il silenzio assoluto per poter iniziare i giochi e il tempo non sembra passare mai, in quel continuo incalzare di richiami sulla loro attenzione.

Finalmente si ottiene un poco di silenzio e Stefania può proporre il primo gioco. Finalmente i ragazzi mostrano un minimo di curiosità, si sentono stuzzicati da quel gioco apparentemente sciocco. Aldo, con molta disinvoltura e un’improvvisa illuminazione trova la soluzione del gioco, la propone, e vedendo che è esatta, gli altri gruppi ne copiano scioccamente la soluzione. E’ caos un’altra volta ma questa volta richiamare al silenzio è un po’ più facile, visto che dobbiamo proporre il secondo gioco e la curiosità più accesa. Questa volta è con gli stuzzicadenti che si devono creare triangoli equilateri, e a parte primi stupidi commenti e disattenzioni con gli stecchini, finalmente ogni gruppo prova a risolvere il problema. Anche l’insegnate si propone tra i gruppi, ragionando con i ragazzi, per trovare la soluzione. La tendenza è quella di stufarsi subito e di pensare a cose più futili, a tirare i capelli del compagno, ridere di nulla, ma insistendo sulla soluzione, che “esiste ed è fattibile”. Ad un certo punto la Professoressa Paola trova la soluzione con il gruppo a lei più vicina. Ma questa volta la soluzione non viene mostrata agli altri gruppi, che dopo essersi alterati un poco, provano ancora a trovare la soluzione. Paola dà loro un indizio, e alla fine anche un altro gruppo ci arriva. Cominciano a prenderci gusto, i ragazzi, con questa matematica da “settimana enigmistica”!
Il caos è di nuovo molto forte, ma dalle file retrostanti qualche ragazzo richiede il silenzio, perché vorrebbe ascoltare l‘ultimo indovinello prima che finiscano le ore a disposizione! Il gioco dei treni napoli-milano appassiona molto, Vincenzo se ne esce con la soluzione quasi subito, ma non riesce a spiegare perché secondo lui quella è la risposta esatta. Allora l’interrogazione continua, i due treni fanno un po’ girare la testa. Ci vuole ragionamento, pazienza e allenamento, dice la professoressa ai ragazzi. Quanto più allenate il cervello a farlo ragionare con la matematica, quanto più facilmente verranno certe intuizioni che portano alla soluzione del problema. E’ così che qualcuno arriva la soluzione, ma siccome Mattia non è ancora convinto di quella risposta, allora Stefania si mette a mimare con Marco stesso la corsa dei treni che si incontrano in un punto dell’aula, e a quel punto sono entrambi equidistanti dalla città di Napoli. Adesso è chiaro a tutti.
Nonostante qualcuno richieda un nuovo indovinello-gioco, il tempo necessario a riconquistare il silenzio e un po’ di compostezza è troppo, e le ore finiscono. Anche chiedere loro un parere sulle ore trascorse, è inutile. Stefania ci prova ma senza successo; troppa confusione. Tutti vorrebbero scappare dall’aula, ma la professoressa li richiama, per attendere il suono della campanella.
Chiediamo allora le prime impressioni avute all’insegnante: Paola dice che il gioco forse ha reso ancora più euforici certi soggetti già iperattivi, e che non è sicura che sia il metodo giusto. Sabrina spiega che i giochi servono più che ai contenuti, a ri-motivare i ragazzi. Per trarre delle conclusioni è sicuramente troppo presto, per oggi va bene così, qualcosa siamo riusciti a fare, se pur con molta fatica.
 

19 maggio 2015

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