Laboratorio di Giornalismo

Il Laboratorio di Giorlalismo consente ai ragazzi di di raccontarsi e raccontare il proprio contesto sociale 

Il giornale, contrariamente al libro, non è creazione di un singolo ma sempre di un gruppo…

La metodologia di base dell’attività dei Maestri di Strada è proprio quella del lavoro di gruppo: è attraverso la creazione di uno spazio protetto che i ragazzi sperimentano, insieme agli educatori e agli esperti, modi nuovi di rappresentarsi e di raccontare il proprio territorio.

Nato in seno al Progetto E-Vai!, il Laboratorio di Giorlalismo cerca di portare avanti l’obiettivo di costruire una comunità stabile di giovani che diventino sempre più responsabili del proprio processo di crescita.

Timeline

Osservazione Laboratorio di Giornalismo

Resoconto Laboratorio di Giornalismo III° E
Venerdì 13/02/2015


Arrivati fuori all’aula ci mettono al corrente che la classe è in palestra e dopo qualche istante d’attesa, ecco vederli arrivare da lontano… In quel momento dico a me stesso: “Dopo un ora di attività fisica dovranno essere tutti stanchi e di conseguenza più tranquilli”, un pensiero che da lì a poco non verrà affatto confermato dalla realtà. Appena rientrano apprendiamo che una di loro Marica giocando, ha avuto un infortunio al piede al punto tale che si era deciso di chiamare a casa… appena la docente di fisica arriva in classe però ecco che quella calma apparente inizia a scemare.… la docente infatti, inizia a urlare con Sandro poiché durante l’ora di fisica era andato per l’ennesima volta a dare fastidio in II° E. Sandro evidentemente già ripreso al riguardo prima dell’arrivo in classe, prendere posizione affermando di non voler restare a scuola nel pomeriggio per il corso d’arbitro. La docente dal canto suo sottolineando a Sandro che tale assenza avrebbe inciso negativamente sulla possibilità di proseguire tale corso, inizia a rinfacciargli la disponibilità e la prodigalità che spesso e volentieri aveva mostrato nei suoi confronti e di come invece lui per tutto ciò non avesse mai ricambiato. Pasquale avvicinandosi a lui cerca di capire la dinamica dei fatti per poi persuaderlo a non assentarsi al corso; nel frattempo arrivano anche la professoressa con la Vice-preside... Sandro forse sentendosi additato particolarmente, inizia a manifestare con parole, gesti e sguardi un particolare fastidito anche verso lo stesso Pasquale che intanto era alle sue spalle, infatti dice: “ Ma c bo chist ….” . Pasquale allora pone fine alla discussione dicendo alla docente di fisica di lasciare al ragazzo del tempo per rifletterci su. Iniziamo finalmente il laboratorio con Pasquale quando ecco che Alberto ( un ragazzo che ha il sostegno ), inizia a dare fastidio alchè decido di portarlo fuori nei corridoi per consentire anche il proseguo della lezione… nei corridoi incrociamo Marica e insieme facciamo rientro in classe facendola appoggiare a noi in quanto era particolarmente provata per il dolore alla caviglia. Quando rientriamo mi guardo intorno e inizio a costatare una quasi totale distrazione, disinteresse dei ragazzi nei riguardi non solo di ciò di cui si discuteva, ma anche nei riguardi delle persone adulte presenti in aula. Dopo un po’ noto Marica che senza porsi il problema di chiedere il permesso estrare dalla borsa un panino. Mi avvicino invitandola a riposarlo poiché era il momento meno indicato per farlo. La ragazza dopo qualche sbuffo asseconda il mio invito e quella della professoressa la quale le sottolinea che l’orario della merenda era alle dieci, ma dieci diventano solo i minuti che passano quando ecco che Marica di nascosto estrae nuovamente il panino dalla borsa consumandolo questa volta insieme al suo compagno di banco Sandro. A questo punto succede che un'altra ragazza, seduta sul lato opposto della stanza si alza per chiedere anche lei un po’ di panino …vedendo che la situazione era diventata in quel momento episodio di distrazione anche per il resto della classe, intervengo avvicinandomi ad Imma e chiedendole di andarsi a sedere, ma lei senza degnarmi neanche di uno sguardo continua imperterrita nel suo intento… incalzo allora la mano nel senso letterale del termine per invitarla nuovamente ad accomodarsi quando ecco subito inizia ad affermare che il sottoscritto le aveva messo le mani addosso e spedita si dirige verso la porta per uscire…la professoressa riconcorrendola dietro cerca di fermarla, ma data la stanza della ragazza e la sua forza non riesce a frenarla venendo così scaraventata vicino alla porta….percepisco che ciò è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un vaso che forse ha avuto modo di riempiersi nel corso di tutta la settimana e che guarda caso ha raggiunto il colmo nelle ultime due ore dell’ultimo giorno di scuola della settimana. La docente esasperate e fortemente frustata si lascia andare in un pianto liberatorio, soprattutto quando dopo rientrata Imma dal bagno, quest’ultima inizia a rivolgerle la parola in modo indisponente insieme alla stessa Marica…. La docente in lacrime inizia ad occupare tutta la scena con i ragazzi ammutoliti per l’accaduto, alche una di loro, Anita dice:” Professoressa non piangete altrimenti ci date ancora più potere..” la docente subito interviene specificando che il suo non era un pianto di debolezza, ma di frustrazione. Inizia così un suo lungo monologo in cui afferma che forse aveva sbagliato approccio con loro in quanto fare l’insegnate davanti la cattedra era servito a ben poco visto i risultati e che l’alternativa erano due o si sarebbe presa dei mesi di congedo lasciandoli soli ( aggiungendo fra l’altro: “ guardate che ve lo faccio…” ) oppure ritornando allo stile dell’insegnate dietro la cattedra che si limita al semplice insegnamento fregandosene della vita e dei problemi degli alunni.  Erica profondamente colpita dalla reazione della docente inizia a prendere in mano la situazione lasciandosi andare anche lei a dei commenti sull’accaduto. Concludo esplicitando alcune emozioni vissute in queste settimane in questa classe…. Fin dall’inizio che ho messo piede ho subito evidenziato come alcuni ragazzi e ragazze riuscivano ogni volta con diversi atteggiamenti quali: di sfida, di presa in giro, d’indifferenza e mancanza di rispetto ad annullare non solo il mio ruolo, ma anche a rendermi particolarmente preda di stati d’animi di nervosismo e rabbia, facendo il confronto con le altre classi che ogni volta che entravo in quella classe era come se fosse sempre la prima volta. Sentivo ad esempio quando uno dei ragazzi poneva in essere uno di questi atteggiamenti di fare un lavoro di soglia su me stesso, ma forse con Imma in quel momento non ci sono affatto riuscito…!!!
 

19 maggio 2015

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  • Fondazione San Zeno

    Attiva dal 1999 e con sede a Verona, Fondazione San Zeno eroga contributi a enti e associazioni che intraprendono progetti di sviluppo mirati alla scolarizzazione, alla formazione professionale, alla nascita di iniziative ed attività economiche.

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23 ottobre 2017

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